Intervista ad Andrea Poggi ex giocatore professionista e oggi allenatore dell’Albignasego squadra impegnata nel campionato di serie D.
Andrea Poggi, prima di diventare allenatore ha giocato nel calcio che conta ci racconta della sua esperienza da calciatore professionista?
Ho iniziato da ragazzo nelle giovanili del Torino e sono cresciuto nella società granata, poi ho attraversato tutte le categorie come fanno molti giocatori muovendosi per avere un posto da titolare. Dalla serie C fino alla serie A ho giocato in moltissimi campi per un totale di dodici anni di professionismo. Fra le varie squadre oltre al Torino, ricordo, Venezia, Cosenza, Atalanta, Reggiana.
Poi ha scelto di allenare. Come ha iniziato?
Dalla promozione, circa otto anni fa a San Polo di Piave in provincia di Treviso. Poi sono stato tre anni con il Casalserugo e un anno alla Vigontina in Eccellenza fino a quest’anno in serie D con l’Albignasego.
Arriviamo alla stagione in corso con l’esonero a dicembre e ora il rientro. A cinque partite dal termine, come sta gestendo un squadra che nel corso del campionato ha mostrato due facce opposte in campo?
Quando ho accettato Albignasego sapevo che gli obiettivi erano quelli di vincere, di fare un campionato al vertice e quindi ero pronto alla situazione, anche se dovevano esserci dei problemi ero pronto, però nessuno sa come può andare e i presupposti erano di fare un bel campionato al vertice. Si è vero, c’è stata l’alternanza e a dicembre sono stato tre mesi, diciamo così, disoccupato e adesso mi hanno richiamato. È il lavoro nostro, sappiamo come va, quando le cose vanno male il primo a pagare è l’allenatore e quindi diciamo che siamo pronti a tutto, nel senso che quando hai la coscienza a posto quando hai fatto un buon lavoro penso che non ci siano problemi. Sono stato richiamato e sono tornato volentieri perché poi è il mio lavoro è la mia passione e cercherò di fare un ottimo finale di campionato.
Parliamo di queste ultime gare. La classifica è cortissima con undici squadre in otto punti può succedere di tutto, accedere ai play-off e al sogno promozione come nel baratro dei play-out.
Sì, noi siamo a quattro punti dai play-off e a tre punti dalla zona a rischio. La situazione non è delle più semplici. La pressione c’era all’inizio e c’è tuttora. Dobbiamo essere bravi noi, io come allenatore e i giocatori a cercare solo di lavorare, di lavorare sul campo nel migliore dei modi. È chiaro che queste ultime partite sono partite dove bisogna sudare tanto e lavorare, fare sacrificio anche al di fuori del campo e conto sui giocatori che mi danno la massima disponibilità.
Come stanno reagendo? Sono motivati, c’è squadra?
Anche loro hanno passato dei momenti brutti, dei momenti di alti e bassi. È tutto l’anno che non abbiamo dei risultati omogenei e adesso è un momento abbastanza difficile, ma credo che con la serenità e la consapevolezza che abbiamo una discreta squadra possiamo uscire da questo momento.
Al primo anno in serie D il bilancio per l’Albignasego ad oggi è positivo. Mettiamoci pure gli alti e i bassi ma siete sempre stati protagonisti, non crede?
Nel bene e nel male, penso che l’Albignasego ha sempre fatto parlare di se e questa è già una buona cosa, però ecco credo che tutto sommato facendo un po’ i resoconti a questo punto si è verificato un campionato difficile. Era nuovo per il passaggio di categoria, la squadra era nuova e quindi era normale trovare dei problemi durante la stagione e c’è chi era preparato e chi magari non lo era. Chi è nel calcio da tanti anni era preparato. Ma ora contano queste ultime partite in cui io e la squadra daremo il massimo.
Franz.



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