Ombreveloci: il mix giusto fra motocicletta e ottima tavola.
Nato a Conselve nel 2002, il gruppo conta oggi 60 “ombrette” con 20 moto mediamente ad ogni
uscita.
Le moto sono pronte: serbatoi pieni, freni, sospensioni e pneumatici controllati. Il percorso studiato e preparato in anticipo, la tappa stabilita, il traguardo, e lo sì sa già dalla partenza, sarà gustoso e prelibato, qualcosa da ricordare a lungo. E allora che aspettare è il momento di partire assieme alle Ombreveloci. Il gruppo di motoristi, nato a Conselve nel 2002 dall’idea di alcuni amici amanti delle moto e della buona tavola, è cresciuto e si è sviluppato fino ad oggi riuscendo a coinvolgere una sessantina di persone che condividono nell’esperienza di viaggio la passione per i motori e per carne, vino e tanto divertimento. Ombreveloci, conosciuto fra i molti motociclisti del padovano, propone ogni anno varie uscite programmate e pubblicate nel sito web del gruppo, gestito da uno dei fondatori, Giu
seppe Giomo, che ci racconta di questa esperienza e delle iniziative che caratterizzano Ombreveloci: ” il gruppo nasce con pochi motociclistici che condividevano l’amore per la moto e per la buona cucina, ora in tutto siamo circa in 60 persone e mediamente durante le uscite siamo sempre 20 moto con relativi piloti e passeggeri. Il logo ed il nome al gruppo l’abbiamo dato però alla fine del 2003, quando abbiamo incominciato ad allungare la lista dei simpatizzanti. Non abbiamo mai ufficializzato il nostro club, ma è comunque vivo oramai, conosciuto e riconosciuto. Dal 2003 in poi abbiamo fatto tantissime uscite, quelle nostre classiche sono la prima di stagione, verso maggio, dove solitamente andiamo in Toscana a Suvereto, un paio di giorni, per apprezzare oltre che curve e tornanti le gioie di una fiorentina che assaporiamo in un agriturismo, nel quale assieme al proprietario si passano queste belle serate. Un altro classico oramai è diventata l’uscita a Gualdo Tadino che si fa di solito a fine settembre come ultimo giro”. L’impegno negli ultimi anni è cresciuto maggiormente, specie nel lavoro di gestione del club e organizzazione delle uscite, arduo compito svolto con passione da Antonio Bottin e Roberto Nucibella, soci fondatori e anime del gruppo fin dalla sua nascita. Parcheggiata la moto in garage, il divertimento però prosegue nel web, ovvero nel blog http://ombreveloci.blogspot.com dove vengono pubblica
te le foto delle uscite e delle molte cene e dove, naturalmente, si possono rivedere i momenti salienti dei tour e delle cene organizzate assieme. Proseguono la loro corsa gli amici di Ombreveloci sull’asfalto e nel web e chissà, come si legge nel blog, che nuove “ombrette” non si uniscano al club. L’occasione è quella giusta, la compagnia assicurata!
Franz.
«Se arriva la Formula1 bene, oppure andrò negli Usa dove sarò molto più considerato che qui.» La gioia e l’amarezza del pilota di casa che sogna la Formula1.
C’è tutta Candiana a festeggiare il campione della Gp2 Giorgio Pantano.
«Ma allora arriva o non arriva?» chiedo a due signori che aspettano davanti agli stand della festa di San Michele a Candiana. «Sì chel riva, vuto che non riva, ghe mancaria altro.» È sera, fra poco arriverà Giorgio Pantano, neo campione di Gp2 (la classe cadetta nell’automobilismo professionistico) per partecipare alla festa che il paese gli ha organizzato per l’occasione. Lui, nato qui in questo paesino immerso nella campagna e in un’atmosfera d’altri tempi, con il campanile alto, altissimo a stagliarsi a fianco della chiesa che quasi fa paura e destinato a correre sulle piste di tutto il mondo, su quelle strade dove paura non ne devi avere se vuoi vincere. I due signori sono davvero gentili, uno è Antonio Gallocchio, del fotoclub di Candiana, l’altro il signor Zanellto dell’omonima carrozzeria che ci racconta: « sua mamma veniva a cercarlo dentro l’officina, là avanti vicino alla chiesa, perché scappava di casa e veniva a montare sulle macchine. E chi lo tirava fuori da là – facevano le gincane proprio qui in strada – continua Antonio- là avanti con le mini e le 800, era incredibile, andava fortissimo.» Ad un tratto noto del movimento, sento alcuni sussurrare: «Ecoeo che riva ‘ndemo dentro che ghe se anca ea torta» Giorgio è arrivato, lo sguardo fiero, saluta tutti come quando si è in famiglia, ed è così qui, questa la sua famiglia che lo segue e tifa ogni giorno. Sale sul palco accompagnato dalle nipotine e dopo lo strepito dell’inno dei Queen che celebra i campioni è il momento dei ringraziamenti, leciti e ben accetti: « Mi fa davvero piacere vedervi tutti qua questa sera e vi ringrazio molto e sono davvero contento. Vedere tutta questa gente per me è davvero bello.» Penso alla stagione che ha vissuto, con addosso la tensione di vincere un campionato che sembrava sfuggirgli sempre di mano e invece ci è riuscito è suo il titolo, nessuno più veloce. «Non ho quello che merito di avere – dice con tono amareggiato – in Gp2 mi consideravano un vecchietto, ma li ho messi tutti dietro. E invece con tutta la pressione addosso, a Valencia, con quegli undici punti, la gente che parla, la stampa che mi critica ma ci sono riuscito. Ora se arriva la Formula1 bene, oppure andrò negli Usa dove sarò molto più
considerato che qui.» Ma questo è il momento di festeggiare, penso, anche se capisco la frustrazione di non essere riuscito a 29 anni a sfondare in Formula1 pur avendo vinto tanto e in tutte le categorie. Ma come ricordava un tifoso di Giorgio, sotto il palco, durante quella sera di festa, rilanciando i sogni e le speranze di tutti i presenti « Fangio ha iniziato a correre a trentasette anni e ha smesso a quarantasette, quindi a te, altro che se te ne restano, dai Giorgio dai!» Dai Giorgio, dai, le vittorie da conquistare sono ancora molte e Candiana sarà sempre con te, lei è la cosa più bella che puoi avere, con le sue strade, le sue terre, le sue persone.

Chiesa Corse. Fra sport e imprenditoria, il mondo dei kart a Due Carrare.
Ha le mani sporche d’olio Otello Chiesa quando mi viene incontro. Tutto attorno telai, pneumatici, foto di piloti con dediche e autografi: da Patrese ad Hamilton, passando per Rosberg e Pantano. Amici, direbbe lui, grandi piloti. E subito ci si trova immersi in un mondo che ha il profumo della miscela e dell’asfalto, di piccoli bolidi che sfrecciano a più di cento all’ora. Siamo alla Chiesa Corse, a Terradura di Due Carrare, per conoscere un mondo, quello dei kart, che qui, in una officina quasi nascosta dalle fabbriche della provincia industrializzata, ha trovato una delle sue migliori rappresentazioni. Un connubio fra impegno sportivo, quello della squadra corse, presente con diversi piloti nelle varie categorie dei massimi campionati internazionali e quello imprenditoriale, con la produzione e la vendita in tutto il mondo dei telai a marchio Zanardi. « Proprio adesso, stiamo per spedire dei telai in Giappone» ci dice Daniela Frescura, responsabile dell’ufficio commerciale e anima della Chiesa Corse, indicandoci delle grandi scatole accatastate. «I telai sono realizzati e omologati su disegno e con la tecnica Chiesa Corse, siamo gli unici produttori e rivenditori.» Un esempio di come la passione per i motori si mescola all’artigianato, dando vita ad una realtà davvero unica. Ed è Otello a raccontarci della sua vita e si resterebbe là ad ascoltarlo per ore…« negli anni ‘60 nasce la passione, io correvo in moto, mi piaceva andare in moto, ma quando mi sono sposato non potevo più, no, e allora ho iniziato a correre in macchina e qualche gara l’ho fatta. Poi ho iniziato a costruire i primi kart, li saldavo io, che una volta sono andato in pista con un kart assemblato da me e come sono andato in pista si è rotto tutto, si è aperto in due.» Si ride assieme e nel racconto scorrono veloci gli anni, fino alla nascita del figlio Dino, ex responsabile del reparto corse CRG ed oggi alla guida del team Zanardi. Lui, Dino, uomo riservato e tecnico insuperabile, ha formato nel corso degli anni una scuola di piloti che ora, in pista, si contendo il podio in Formula1. Arriviamo ai giorni nostri, alla collaborazione con Alex Zanardi, amico fin da quando bambino correva col kart sfidando proprio Dino e a un presente fatto di nuove gare, traguardi e bandiere a scacchi ancora da raggiungere per la Chiesa Corse.
Franz.




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