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Guendalina: «Penso a Londra 2012». Tiro con l’arco: la Sartori, di Monselice, è in ritiro a Torino per prepararsi alla World Cup e agli Europei di Amsterdam

Pubblicato in Arco da Franz il 14 dicembre 2011
Guendalina Sartori in gara

Guendalina Sartori nel corso di una gara

di Francesco Menegazzo

MONSELICE- Guendalina Sartori, nata a Monselice ventitré anni fa l’8-8-1988. Una data che sa di predestinazione: l’otto, infatti, è il numero dell’equilibrio cosmico, dote che a un’arciera come la giovane monselicense non deve e non può mancare. Da bambina, dopo una giornata al palio di Monselice, viene “colpita” da un arco fra i tanti visti in sfilata e decide anche lei di provarci. Così a dodici anni, Guendalina inizia a frequentare i campi da tiro a Pernumia, dove si allenano gli Arcieri del Veneto. È amore a prima vista. I risultati positivi arrivano presto e il passaggio alla Compagnia Arcieri Padovani si realizza nel 2005, quando la ragazza ottiene il primo posto nel Campionato regionale junior e vince la Coppa Italia delle regioni. Scorrono gli anni e Guendalina entra nel giro della Nazionale con cui, lo scorso luglio, conquista la qualificazione nella specialità dell’arco olimpico per le Olimpiadi di Londra 2012. «Non sono ancora sicura di essere fra le quattro che andranno – si schernisce – perché sarà il commissario tecnico a decidere dopo gli appuntamenti della primavera». È modesta Guendalina e va bene così in questi casi, finché non è sicura di una cosa, non si sbilancia. ma resta la certezza che fra le italiane è la migliore e lo si è capito già nella gara di qualificazione, quando le sue stoccate sono state decisive per la conquista del pass olimpico. In questi giorni la giovane azzurra è a Torino, dove è iniziato il raduno in preparazione degli appuntamenti pre-olimpici. Si parte a febbraio con due gare di selezione dalle quali Giovanni Luigi Vella, Ct azzurro, sceglierà le migliori per la World Cup che si tiene a maggio e poi per gli Europei di Amsterdam. Vita dura, però, quella dell’arciere, specialmente in ritiro: «Ci alziamo alle sette e mezza, facciamo colazione e alle otto e mezza siamo al campo – conferma la giovane atleta – Dopo il riscaldamento iniziamo a tirare e fino a mezzogiorno non ci fermiamo. Dopo pranzo si fa una pausa pomeridiana e poi si riprende a tirare e si prosegue fino alle sette. Ci vuole molto impegno e tenacia». Quando le si chiede cosa le piace di più, Guendalina si accende nella voce: «Appena torno a casa da gare e ritiri, non vedo l’ora di incontrare la mia famiglia e il mio fidanzato. Queste sono le cose più importanti che ho. Poi naturalmente esco con gli amici e mi piace fare shopping. Mi piace leggere, amo Cussler, e ascolto molta musica». Da Monselice a Londra la freccia è scoccata. E già si pensa a quella gara: la Gara. Il giorno della vita: «Sì, a quella gara ci penso, ci penso in modo positivo e sono sicura che andrà bene, il campo mi piace, è un campo da kricket, dove nella pre-olimpica ho provato buone sensazioni. Nelle gare dei prossimi mesi spero di riuscire a mantenere la concentrazione per arrivare preparata a Londra».

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