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L’ex bomber Vignotto: «Valorizzare le giovani»

Pubblicato in Calcio da Franz il 19 novembre 2011

L’ex bomber Vignotto: «Valorizzare le giovani»

Betty Vignotto e Carolina MoracePADOVA

Elisabetta «Betty» Vignotto, veneziana di San Donà di Piave, è la Maradona del calcio femminile. Nella sua lunga carriera da professionista ha collezionato la bellezza di 6 scudetti (due vinti con la Gamma 3 Padova nel ’72 e ‘73) e quattro coppe Italia, segnando 467 reti in 451 partite giocate. Nel campionato del 1972 segna 56 goal, record ancora imbattuto. In nazionale è presente ben 95 volte mettendo a segno 97 goal. Elisabetta oggi è presidente della Reggiana calcio femminile.

Parliamo del calcio femminile in Italia: qual è la situazione attuale e quale lo scenario per il futuro?

Mi viene da dire che si stava meglio quando si stava peggio. C’è stata un’involuzione a livello mediatico. Noi andavamo da Sandro Ciotti in trasmissione, e poi c’era sempre spazio su Dribbling e fino a qualche anno fa almeno una partita alla settimana veniva trasmessa da Rai Sport il sabato. Adesso non si vede più niente. Si fa fatica anche a trovare i risultati in rete. Pure a livello federale sono cambiate molte cose e da quando la Federazione non è più autonoma sono sorte nuove difficoltà. L’Uefa spinge molto per il femminile. All’ Europeo in Romagna c’erano tutti i vertici a vedere le partite, hanno fatto investimenti e poi finito il campionato non si è più sentito niente. Lo dico sempre: non riuscirò a vedere il calcio femminile emergere definitivamente.

Cosa ne pensi del movimento calcistico femminile in Veneto?

Il Veneto è stato da sempre una fucina di grandi talenti, e poi ci sono società storiche che hanno sempre fatto bene.

E dello Zensky Padova che pensi? Quest’anno la squadra è in A2, e l’inizio non è stato dei migliori.

Se hai una quindicina di giocatrici e riesci a farne emergere un paio e a fare un discreto campionato, allora hai raggiunto il tuo obiettivo.

Due parole su Elisa Camporese, la bomber padovana ora nelle fila dell’Udinese.

È emersa quando c’era Carolina Morace e per l’età che aveva è stata spinta un po’ troppo. Uscita Carolina, ha calato il rendimento perché era legata al tecnico e si è un po’ emarginata. Però ora so che è maturata molto e sta facendo bene.

Francesco Menegazzo

L’articolo è tratto dal sito del Mattino di Padova e lo si può leggere qui. Pubblicato domenica 13 novembre 2011

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