Furti nei supermercati in aumento: la vendetta del “consumatore globalizzato”. Ai confini del desiderio, il Parmigiano è oggetto ambito e irrinunciabile.
Leggo fra le pagine di un quotidiano nazionale che i furti nei supermercati sono in crescita. Una crescita considerevole, qualcosa come il 7,8 % in più rispetto allo scorso anno, per un totale che supera i 3 miliardi di euro, il dato più elevato negli ultimi cinque anni. Ma cosa rubano gli italiani? Soprattutto generi alimentari: formaggi, vini e salumi di qualità, ma anche profumi e accessori per l’abbigliamento, oltre ai prodotti per l’infanzia. Al primo posto si attesta il Parmigiano nazionale, bene prelibato dall’alto costo, che fa gola anche ai ladri meno esperti. Incartato, di piccole dimensioni, può facilmente scivolare nella tasca di un cappotto o nelle borsette delle signore senza che nessuno noti niente. Ma perché si è arrivati a questo punto? È legittimo pensare che se le sorti del mondo vanno a rotoli, allora ci si può sentire in diritto di rubare del Parmigiano in un supermercato?
Tanto per cominciare il Parmigiano non è un bene di prima necessità. Intendo dire che si potrebbe benissimo fare a meno di acquistarlo e si vivrebbe ugualmente. Ma è saporito e con la pasta al sugo ci sta proprio bene e poi mangiarsene un pezzetto ogni tanto, magari con un po’ di pane è qualcosa di unico. Fra i formaggi è il principe del sapore e se poi vi piace il buon vino, l’abbinamento non è difficile. Il Parmigiano regala minuti di piacere assoluto è c’è chi pur non potendo permetterselo non rinuncia ad averlo. È un discorso al negativo. La rinuncia è impossibile. Ecco che scatta nella mente il desiderio di avere ciò che non si può. Averlo a tutti i costi, anche quando il costo è quello di rubare, con pochi rischi, poi, una denuncia al massimo e a volte nemmeno quella. C’è qualcosa che non torna in tutto questo giro di furti e desideri, perché non si capisce quale sia il nesso fra l’aumento dei furti nei supermercati e la crisi globale che sta colpendo l’Europa e tutto il mondo. Non penso che i ladri rubino formaggi e vini di lusso perché c’è la crisi, ma penso invece che i ladruncoli da banco, si sentano legittimati a rubare il formaggio, proprio in nome di quella crisi. Ecco che la crisi diventa il pretesto per potersi dare alla pazza gioia, ma non basta, c’è qualcosa di più. È forse una vendetta? Il mercato globale negli anni passati, infatti, ha portato un modello di consumo nuovo, nel quale l’accesso ai beni secondari, non strettamente necessari, è diventato possibile a un numero sempre più elevato di persone. Beni costosi e appetibili in tutti i sensi, fatti per dare piacere immediato e soddisfare i desideri, oggi non possono più mancare. Bombardati da messaggi pubblicitari, ipnotizzati da video e banner psichedelici, addomesticati all’acquisto ad ogni costo pur di essere “in”, “fashion”, “glamour”, oggi quei beni sono irrinunciabili. “Devo averli, devo averlo” è l’enunciato, anche se l’unico modo è rubare. La creatura generata dalla globalizzazione, il consumatore globale, oggi si vendica del suo inventore e come Hyde attenta alla vita di Jekyl, andando a colpire senza colpa. La sostanza del piacere, (pur essendo un piacere effimero e proprio per questo motivo) deve esserci in continuazione, nessuno può pensare di sottrarla.
Non so come andrà a finire questa storia della crisi, non so nemmeno da quanti anni sento nominarla la crisi che tutti ormai utilizzano a loro piacimento: chi per rubare, chi per giustificare le proprie nefandezze, chi per crogiolarsi nell’odio e nella vendetta.
La speranza. Ci resta quella. Che qualcuno arrivi, magari un super eroe, travestito da leader politico o da economo, con un grande sense of humour e una buona dose di idee. Mi piacerebbe incontrarlo e magari gli offrirei un bel pezzo di Parmigiano (acquistato in una bottega di fiducia) e dopo averlo gustato assieme, mi farei spiegare come farà a risolverla questa crisi e con quali poteri straordinari. Poi, mi metterò comodo, ed entusiasta, all’ultimo minuto, osserverò le sue prodezze interstellari.

mesi che vedo un pezzetto di vero parmigiano nel mio frigo….
e penso…se lo finisco quando mai ne vedrò ancora…