FranzNews

Altre stanze: anteprima foto e video

Pubblicato in Arte da Franz il 25 dicembre 2011

Dopo la serata di martedì 20 dicembre dedicata all’arte di Alessia Cargnelli, Sofia Silva e Caterina Sokota, pubblichiamo alcune foto e un video dell’incontro.

Guendalina: «Penso a Londra 2012». Tiro con l’arco: la Sartori, di Monselice, è in ritiro a Torino per prepararsi alla World Cup e agli Europei di Amsterdam

Pubblicato in Arco da Franz il 14 dicembre 2011
Guendalina Sartori in gara

Guendalina Sartori nel corso di una gara

di Francesco Menegazzo

MONSELICE- Guendalina Sartori, nata a Monselice ventitré anni fa l’8-8-1988. Una data che sa di predestinazione: l’otto, infatti, è il numero dell’equilibrio cosmico, dote che a un’arciera come la giovane monselicense non deve e non può mancare. Da bambina, dopo una giornata al palio di Monselice, viene “colpita” da un arco fra i tanti visti in sfilata e decide anche lei di provarci. Così a dodici anni, Guendalina inizia a frequentare i campi da tiro a Pernumia, dove si allenano gli Arcieri del Veneto. È amore a prima vista. I risultati positivi arrivano presto e il passaggio alla Compagnia Arcieri Padovani si realizza nel 2005, quando la ragazza ottiene il primo posto nel Campionato regionale junior e vince la Coppa Italia delle regioni. Scorrono gli anni e Guendalina entra nel giro della Nazionale con cui, lo scorso luglio, conquista la qualificazione nella specialità dell’arco olimpico per le Olimpiadi di Londra 2012. «Non sono ancora sicura di essere fra le quattro che andranno – si schernisce – perché sarà il commissario tecnico a decidere dopo gli appuntamenti della primavera». È modesta Guendalina e va bene così in questi casi, finché non è sicura di una cosa, non si sbilancia. ma resta la certezza che fra le italiane è la migliore e lo si è capito già nella gara di qualificazione, quando le sue stoccate sono state decisive per la conquista del pass olimpico. In questi giorni la giovane azzurra è a Torino, dove è iniziato il raduno in preparazione degli appuntamenti pre-olimpici. Si parte a febbraio con due gare di selezione dalle quali Giovanni Luigi Vella, Ct azzurro, sceglierà le migliori per la World Cup che si tiene a maggio e poi per gli Europei di Amsterdam. Vita dura, però, quella dell’arciere, specialmente in ritiro: «Ci alziamo alle sette e mezza, facciamo colazione e alle otto e mezza siamo al campo – conferma la giovane atleta – Dopo il riscaldamento iniziamo a tirare e fino a mezzogiorno non ci fermiamo. Dopo pranzo si fa una pausa pomeridiana e poi si riprende a tirare e si prosegue fino alle sette. Ci vuole molto impegno e tenacia». Quando le si chiede cosa le piace di più, Guendalina si accende nella voce: «Appena torno a casa da gare e ritiri, non vedo l’ora di incontrare la mia famiglia e il mio fidanzato. Queste sono le cose più importanti che ho. Poi naturalmente esco con gli amici e mi piace fare shopping. Mi piace leggere, amo Cussler, e ascolto molta musica». Da Monselice a Londra la freccia è scoccata. E già si pensa a quella gara: la Gara. Il giorno della vita: «Sì, a quella gara ci penso, ci penso in modo positivo e sono sicura che andrà bene, il campo mi piace, è un campo da kricket, dove nella pre-olimpica ho provato buone sensazioni. Nelle gare dei prossimi mesi spero di riuscire a mantenere la concentrazione per arrivare preparata a Londra».

Gemo-Londra, appuntamento al 2012. La primatista del dorso-sprint prepara a Roma l’assalto alla sua prima Olimpiade. «Qui è tutto bello, tranne il traffico»

Pubblicato in Nuoto da Franz il 3 dicembre 2011

di Francesco Menegazzo

PADOVA

Il 2012 è alle porte, e con lui anche le Olimpiadi di Londra. Tra i padovani che puntano ai Giochi c’è anche Elena Gemo: per la nostra sprinter del nuoto, che ha 24 anni e non ha mai partecipato a una rassegna dei cinque cerchi, è un ’occasione da non lasciarsi sfuggire.

«Mi sto preparando al meglio», assicura la Gemo, nata a Galzignano il 17 marzo 1987, nuotatrice azzurra in forza alla squadra romana del Circolo Canottieri Aniene. Detiene il record italiano nei 50 dorso in vasca lunga (con 28”27) e corta (27”02), oltre a quello nella staffetta 4×50 e 4×100 mista. Dote numero uno: lo sprint. Non la prendi, c’è poco da fare. «Quando parte, chi la vede più!» dicono le sue rivali un po’ scocciate.

27 TITOLI. Nasce atleticamente alla Comunale di Abano, dove si allena con Anna Scarpi fino ai diciotto anni, quando, per mancanza di «spazi acqua», si trasferisce al Nuoto 2000 sotto la guida tecnica di Paolo Tornatore. Il trasferimento a Roma arriva in pochi mesi, Elena si diploma in ragioneria a Roma e inizia a essere allenata da Massimo Meloni che la segue portandola a diventare la numero uno nel dorso sprint in Italia (27 titoli nazionali conquistati). Dal 2011 il suo nuovo allenatore è Andrea Palloni, coordinatore della staffetta azzurra che la sta seguendo in preparazione di Londra 2012.

STAFFETTA OK. «Abbiamo conquistato la qualificazione come squadra nella 4×100 mista, è vero, ma non so ancora se sarò nella lista di chi partirà per Londra. Anche a Pechino avevamo qualificato la squadra e poi non sono andata».

PREPARAZIONE. La modestia non è mai troppa, ma le possibilità per la Gemo ci sono tutte. Appuntamento per la qualificazione a marzo, con gli Assoluti primaverili e a maggio, ai Campionati Europei in vasca lunga ad Anversa. «Ora sono a Ostia, ospite della Guardia di Finanza nei loro impianti, per riuscire a prepararmi al meglio – dice Elena – Qui ci sono tutti gli strumenti necessari per un’ottima preparazione».

Quando le chiedono di spiegare come fa uno sprinter a confrontarsi quotidianamente con il centesimo di secondo, con la prestazione al limite, ci spiega: «Curiamo i particolari, ogni dettaglio è lavorato. Facciamo riprese subacquee e studi sulla biodinamica. A questo livello ogni minimo cambiamento in positivo fa la differenza. Il ruolo dell’allenatore è fondamentale».

GOSSIP. È solare Elena, si sente dal tono squillante della voce e quel leggero accento romano che ormai ha acquisito dopo anni di vita nella capitale, racconta della sua vita e del suo essere. «Roma è bellissima – spiega – e mi trovo proprio bene, a parte il traffico, quello è insopportabile». Ora il gossip, non se ne può fare a meno, visti i recenti scandali di Pellegrini&Co. Chiediamo quasi con vergogna: anche tu fidanzata con un nuotatore? La Gemo risponde divertita: «Sì, sono fidanzata con un nuotatore, Mattia Aversa, da cinque anni, ma il gossip no, quello no!».

L’ex bomber Vignotto: «Valorizzare le giovani»

Pubblicato in Calcio da Franz il 19 novembre 2011

L’ex bomber Vignotto: «Valorizzare le giovani»

Betty Vignotto e Carolina MoracePADOVA

Elisabetta «Betty» Vignotto, veneziana di San Donà di Piave, è la Maradona del calcio femminile. Nella sua lunga carriera da professionista ha collezionato la bellezza di 6 scudetti (due vinti con la Gamma 3 Padova nel ’72 e ‘73) e quattro coppe Italia, segnando 467 reti in 451 partite giocate. Nel campionato del 1972 segna 56 goal, record ancora imbattuto. In nazionale è presente ben 95 volte mettendo a segno 97 goal. Elisabetta oggi è presidente della Reggiana calcio femminile.

Parliamo del calcio femminile in Italia: qual è la situazione attuale e quale lo scenario per il futuro?

Mi viene da dire che si stava meglio quando si stava peggio. C’è stata un’involuzione a livello mediatico. Noi andavamo da Sandro Ciotti in trasmissione, e poi c’era sempre spazio su Dribbling e fino a qualche anno fa almeno una partita alla settimana veniva trasmessa da Rai Sport il sabato. Adesso non si vede più niente. Si fa fatica anche a trovare i risultati in rete. Pure a livello federale sono cambiate molte cose e da quando la Federazione non è più autonoma sono sorte nuove difficoltà. L’Uefa spinge molto per il femminile. All’ Europeo in Romagna c’erano tutti i vertici a vedere le partite, hanno fatto investimenti e poi finito il campionato non si è più sentito niente. Lo dico sempre: non riuscirò a vedere il calcio femminile emergere definitivamente. (continua…)

Furti nei supermercati in aumento: la vendetta del “consumatore globalizzato”. Ai confini del desiderio, il Parmigiano è oggetto ambito e irrinunciabile.

Pubblicato in Attualità da Franz il 16 novembre 2011

di Francesco Menegazzo.

Leggo fra le pagine di un quotidiano nazionale che i furti nei supermercati sono in crescita. Una crescita considerevole, qualcosa come il 7,8 % in più rispetto allo scorso anno, per un totale che supera i 3 miliardi di euro, il dato più elevato negli ultimi cinque anni. Ma cosa rubano gli italiani? Soprattutto generi alimentari: formaggi, vini e salumi di qualità, ma anche profumi e accessori per l’abbigliamento, oltre ai prodotti per l’infanzia. Al primo posto si attesta il Parmigiano nazionale, bene prelibato dall’alto costo, che fa gola anche ai ladri meno esperti. Incartato, di piccole dimensioni, può facilmente scivolare nella tasca di un cappotto o nelle borsette delle signore senza che nessuno noti niente. Ma perché si è arrivati a questo punto? È legittimo pensare che se le sorti del mondo vanno a rotoli, allora ci si può sentire in diritto di rubare del Parmigiano in un supermercato? (continua…)

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